Parodontite
Le gengive sono fondamentali per la salute della bocca: proteggono le radici e contribuiscono, insieme all'osso e agli altri tessuti di sostegno, a mantenere stabili i denti. Quando questi tessuti vengono compromessi da una malattia parodontale, è importante intervenire con un percorso di cura mirato, pensato per controllare l'infiammazione e preservare la dentatura nel tempo. La parodontite, conosciuta anche come piorrea, è una patologia che può evolvere lentamente, talvolta senza provocare dolore nelle fasi iniziali. Per questo motivo, accorgersi tempestivamente dei segnali di allarme e sottoporsi a controlli regolari rappresenta un passaggio importante per proteggere la salute orale. Presso lo Studio Dentistico Marrocco a Roma, in zona Marconi, la gestione della parodontite si basa sulla valutazione della situazione clinica, sulla definizione di un piano terapeutico personalizzato e sul monitoraggio dei risultati. Ogni fase viene spiegata al paziente, affinché possa comprendere le necessità della propria bocca e partecipare attivamente al percorso di cura. Se hai ricevuto la brochure dello studio, questa pagina ti permette di approfondire le informazioni condivise durante la visita e conoscere meglio le diverse fasi del trattamento.
Che cos'è la parodontite e perché è importante curarla
La parodontite è una malattia infiammatoria cronica che interessa il parodonto, cioè l'insieme dei tessuti che sostengono i denti. Tra questi troviamo la gengiva, il legamento parodontale e l'osso alveolare, strutture che lavorano insieme per mantenere i denti nella loro posizione. La malattia è associata all'accumulo di batteri nella placca dentale e a una risposta infiammatoria che, nelle persone predisposte, può determinare la progressiva perdita dei tessuti di sostegno. Con il tempo possono formarsi tasche parodontali, spazi tra gengiva e dente nei quali placca e tartaro possono accumularsi, rendendo più difficile il controllo dell'infezione. Se non viene diagnosticata e trattata adeguatamente, la parodontite può provocare recessione gengivale, perdita di osso, mobilità dentale e, nei casi più avanzati, perdita dei denti. È importante distinguere la parodontite dalla gengivite. Quest'ultima è un'infiammazione gengivale che, se trattata tempestivamente, può essere reversibile e non comporta necessariamente la perdita dei tessuti di sostegno. La parodontite, invece, può causare danni permanenti, anche se è spesso possibile arrestarne la progressione attraverso una terapia adeguata e un programma di mantenimento.
L'obiettivo della cura parodontale è controllare la malattia, ridurre il rischio di ulteriori danni e conservare il più a lungo possibile i denti naturali.
Quanto è diffusa la parodontite in Italia?
La parodontite è una condizione frequente nella popolazione adulta. Secondo la Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP), le informazioni divulgative pubblicate su Gengive.org indicano che interessa circa il 50% degli adulti sopra i 35 anni e quasi il 70% delle persone oltre i 65 anni. Questi dati mostrano quanto sia importante dedicare attenzione alla salute delle gengive, anche quando non si avvertono disturbi particolari. La frequenza della patologia, tuttavia, non significa che ogni persona presenti lo stesso rischio o abbia bisogno del medesimo trattamento. La diagnosi richiede una valutazione individuale, che tenga conto delle condizioni delle gengive, del sostegno osseo, delle eventuali tasche parodontali e dei fattori che possono influenzare l'evoluzione della malattia.
Fonte informativa: SIdP, Cos'è la parodontite? – Gengive.org.
Sintomi della parodontite: quali segnali non trascurare
Uno degli aspetti più insidiosi della parodontite è la possibilità che si sviluppi senza dolore evidente. In alcuni casi, i primi segnali vengono sottovalutati oppure attribuiti a una semplice irritazione delle gengive. Il sanguinamento durante lo spazzolamento o l'utilizzo del filo interdentale, per esempio, non dovrebbe essere considerato normale. Può indicare un'infiammazione gengivale che merita di essere valutata dal dentista. Con il progredire della malattia possono comparire altri cambiamenti, come gengive gonfie o arrossate, alito cattivo persistente, recessioni gengivali e denti che sembrano più lunghi. Nei casi più avanzati possono manifestarsi mobilità dentale, spostamenti dei denti o fastidio durante la masticazione.
Tra i segnali che meritano un controllo rientrano quindi:
- sanguinamento gengivale ricorrente;
- gonfiore, arrossamento o retrazione delle gengive;
- alitosi persistente;
- cambiamenti nella posizione o nella stabilità dei denti;
- dolore durante la masticazione o comparsa di gonfiori localizzati.
La presenza di uno o più sintomi non basta, da sola, a confermare la parodontite. Una visita permette di individuare la causa del disturbo e stabilire se siano necessari ulteriori accertamenti.
Perché la normale igiene dentale può non essere sufficiente
L'igiene orale professionale è essenziale per prevenire e controllare l'accumulo di placca e tartaro. Quando è presente una parodontite, però, una semplice pulizia dei denti potrebbe non essere sufficiente a trattare tutte le aree coinvolte. I depositi batterici possono infatti accumularsi anche sotto il margine gengivale, all'interno delle tasche parodontali. In queste zone è necessario intervenire con strumenti e tecniche specifici, scelti in base alla profondità delle tasche e alle condizioni dei tessuti. La terapia parodontale non si limita quindi alla rimozione del tartaro visibile. Comprende una diagnosi accurata, il trattamento delle superfici dentali interessate, la verifica della risposta clinica e un programma di mantenimento personalizzato. Anche il comportamento quotidiano del paziente ha un ruolo fondamentale. Una corretta tecnica di spazzolamento, la pulizia degli spazi interdentali e la gestione dei fattori di rischio contribuiscono a mantenere sotto controllo la placca e a sostenere i risultati della terapia.
Come viene valutata la gravità della parodontite
Non tutte le forme di parodontite presentano la stessa gravità. In alcuni pazienti la malattia interessa aree circoscritte, mentre in altri coinvolge diversi settori della bocca e può avere conseguenze più importanti sulla stabilità dei denti. Per definire il trattamento è necessario valutare la profondità delle tasche parodontali, il sanguinamento, la perdita di attacco dei tessuti, le eventuali alterazioni dell'osso e la distribuzione delle aree interessate. Gli esami radiografici, quando indicati, contribuiscono a completare il quadro diagnostico. La classificazione parodontale considera anche lo stadio e il grado della malattia. Lo stadio descrive soprattutto la gravità e la complessità del caso, mentre il grado fornisce indicazioni sulla progressione e sui fattori di rischio. Queste informazioni permettono di stabilire l'estensione delle cure, la necessità di eventuali trattamenti aggiuntivi e la frequenza dei controlli successivi. Il piano viene quindi costruito sulle condizioni effettivamente riscontrate, senza applicare un protocollo identico a tutti i pazienti.
Il percorso di cura della parodontite

Presso lo Studio Dentistico Marrocco, in zona Marconi, il percorso parodontale viene organizzato in diverse fasi, dalla diagnosi iniziale al mantenimento nel tempo. Ogni passaggio ha una finalità precisa e viene adattato alle esigenze cliniche della persona.
- Valutazione diagnostica parodontale
Il primo passo consiste nel comprendere lo stato di salute delle gengive e dei tessuti di sostegno dei denti. Durante la visita vengono raccolte le informazioni sulla storia clinica, sulle abitudini di igiene orale e sugli eventuali sintomi riferiti dal paziente. Quando indicato, viene eseguita una valutazione diagnostica parodontale approfondita, che comprende il sondaggio delle tasche, la registrazione delle misurazioni cliniche e la raccolta della documentazione fotografica. Gli esami radiografici vengono richiesti quando necessari per valutare il sostegno osseo. I risultati permettono di formulare la diagnosi e definire gli obiettivi della terapia. Il paziente riceve una spiegazione delle condizioni riscontrate e della proposta di cura, comprese le tempistiche previste e le condizioni economiche.
- Terapia parodontale non chirurgica
Una volta definito il piano di trattamento, si interviene sulle aree interessate dall'accumulo di placca e tartaro, comprese le superfici dentali situate sotto il margine gengivale. La terapia parodontale non chirurgica prevede la strumentazione professionale delle superfici radicolari e la rimozione dei depositi responsabili dell'infiammazione. Le modalità operative e il numero di sedute dipendono dall'estensione della malattia, dalla profondità delle tasche e dalla complessità del caso. Durante questa fase vengono fornite indicazioni personalizzate per migliorare l'igiene orale domiciliare e ridurre l'accumulo di placca. Quando necessario, si affrontano anche fattori che possono influenzare la risposta al trattamento, come il fumo e il controllo del diabete.
- Rivalutazione e trattamenti aggiuntivi
Terminata la terapia iniziale, è necessario verificare come hanno risposto le gengive. La rivalutazione permette di misurare nuovamente le tasche parodontali, controllare il sanguinamento e individuare eventuali aree che richiedono ulteriori interventi. Se persistono tasche profonde o segni di malattia attiva, il dentista valuta la soluzione più appropriata. In base alla situazione possono essere indicati ulteriori trattamenti non chirurgici oppure una procedura chirurgica parodontale mirata. La chirurgia non è necessaria in tutti i casi: viene presa in considerazione quando la valutazione clinica e la risposta alla terapia iniziale indicano che potrebbe essere utile. Prima di procedere, vengono illustrate le motivazioni, le finalità e le alternative disponibili.
- Mantenimento parodontale nel tempo
Il mantenimento è una parte essenziale della gestione della parodontite. Anche dopo una risposta favorevole alla terapia, infatti, è necessario continuare a controllare l'accumulo di placca e monitorare la stabilità dei tessuti. Le sedute di mantenimento consentono di verificare le condizioni delle gengive, rimuovere i depositi quando necessario e individuare precocemente eventuali segni di ripresa della malattia. La frequenza degli appuntamenti viene stabilita in base al rischio individuale, alla gravità iniziale e alla risposta ottenuta. Durante i controlli, il programma può essere aggiornato per rispondere alle esigenze che emergono nel tempo. La collaborazione tra paziente, odontoiatra e igienista dentale è fondamentale per mantenere i risultati raggiunti e preservare la salute orale.
Impronte digitali iTero per monitorare i cambiamenti nel tempo

La documentazione digitale può essere un valido supporto nel monitoraggio del percorso parodontale. Nello Studio Marrocco, le scansioni effettuate con lo scanner intraorale iTero possono essere utilizzate per confrontare la situazione delle superfici dentali e del margine gengivale in momenti diversi. Le immagini tridimensionali permettono di visualizzare alcuni cambiamenti e di confrontare le scansioni precedenti con quelle successive. Questo può aiutare il paziente a comprendere meglio l'evoluzione di determinati aspetti della propria bocca. Quando previsto dal programma clinico, le scansioni possono essere raccolte all'inizio del percorso e ripetute durante i controlli periodici, anche annuali. Il confronto digitale, tuttavia, non sostituisce il sondaggio parodontale, gli esami radiografici indicati o la valutazione diretta dei tessuti. Le scansioni vengono interpretate insieme alle altre informazioni cliniche, così da ottenere un quadro completo e valutare correttamente la risposta alle cure.
Prevenire le recidive: un lavoro condiviso
La gestione della parodontite non termina con l'ultima seduta della terapia attiva. La stabilità dei risultati dipende anche dalle abitudini quotidiane e dalla continuità dei controlli. A casa è importante dedicare attenzione alla pulizia dei denti e degli spazi interdentali, utilizzando gli strumenti più adatti alle proprie necessità. È altrettanto importante seguire le indicazioni ricevute durante le visite e segnalare eventuali cambiamenti, come sanguinamento ricorrente, gonfiore o mobilità dentale. Il fumo è un importante fattore di rischio per la parodontite e può rendere meno evidente il sanguinamento gengivale. Anche il diabete non adeguatamente controllato può influenzare negativamente la salute parodontale: per questo la gestione dei fattori di rischio deve essere parte del percorso complessivo. Presso lo Studio Dentistico Marrocco a Roma, il paziente viene accompagnato nelle diverse fasi della cura attraverso controlli, indicazioni pratiche e monitoraggio personalizzato. In caso di difficoltà nella gestione dell'igiene domiciliare o nell'organizzazione degli appuntamenti, parlarne con il professionista permette di individuare soluzioni più adatte alla propria situazione.
Cura della parodontite a Roma: prenota una valutazione
La parodontite è una patologia che merita attenzione anche quando non provoca dolore. Intervenire tempestivamente permette di definire le necessità di cura e ridurre il rischio di ulteriori danni ai tessuti che sostengono i denti. Grazie a una diagnosi accurata, a un trattamento personalizzato e a un programma di mantenimento, è possibile controllare la malattia e lavorare per conservare la dentatura naturale nel tempo. Se hai notato sanguinamento gengivale, recessione delle gengive, alito cattivo persistente o cambiamenti nella stabilità dei denti, puoi rivolgerti allo Studio Dentistico Marrocco, in zona Marconi a Roma, per una valutazione della salute parodontale. Il primo passo è comprendere la situazione della tua bocca e individuare insieme il percorso più appropriato.
Domande frequenti sulla parodontite
Se non ho dolore, devo comunque curare la parodontite?
Sì, se la diagnosi conferma la presenza della malattia, è importante seguire il trattamento indicato. La parodontite può progredire senza provocare dolore evidente, compromettendo gradualmente i tessuti di sostegno dei denti. La necessità e l'urgenza delle cure vengono stabilite attraverso la valutazione clinica.
Quante sedute sono necessarie per curare la parodontite?
Il numero di sedute varia in base alla gravità della malattia, alle aree coinvolte e alla risposta individuale. Dopo la valutazione iniziale viene definito un piano personalizzato, che può comprendere terapia non chirurgica, rivalutazione ed eventuali trattamenti aggiuntivi. Anche i richiami di mantenimento sono parte del percorso.
La parodontite richiede sempre un intervento chirurgico?
No. In molti casi il trattamento iniziale è non chirurgico e mira a rimuovere i depositi batterici e di tartaro dalle superfici dentali, comprese quelle sottogengivali. Se alla rivalutazione persistono aree problematiche, il dentista può valutare ulteriori trattamenti, compresa la chirurgia quando clinicamente indicata.
Dopo la terapia, la parodontite può tornare?
La malattia può riattivarsi, soprattutto se l'accumulo di placca non viene controllato o se persistono fattori di rischio. Per questo il mantenimento parodontale è fondamentale: controlli regolari, igiene domiciliare corretta e sedute professionali personalizzate aiutano a individuare tempestivamente eventuali cambiamenti.
Le impronte digitali iTero sostituiscono gli esami parodontali?
No. Le scansioni digitali permettono di documentare e confrontare alcune caratteristiche delle superfici dentali e del margine gengivale, ma non sostituiscono il sondaggio parodontale né gli esami radiografici quando indicati. La diagnosi e il monitoraggio richiedono una valutazione clinica complessiva.
Come posso prevenire la parodontite?
Una corretta igiene orale quotidiana, la pulizia degli spazi interdentali, i controlli odontoiatrici periodici e la gestione dei fattori di rischio sono fondamentali per prevenire o controllare la malattia. Se hai già ricevuto una diagnosi di parodontite, è importante seguire il programma di mantenimento definito dal dentista.




















